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Tu lo conosci il Lipedema?

Dott.ssa Emanuela Arundine

Dott.ssa Emanuela Arundine

Tu lo conosci il Lipedema?

Non un difetto: una patologia

Non un difetto: una patologia.

Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più del lipedema, eppure la conoscenza di questa condizione è ancora scarsa.

Nel 2018 l'OMS l'ha riconosciuta come una patologia genetica, cronica, infiammatoria, degenerativa e invalidante, che coinvolge il Tessuto Connettivo Lasso.

Questa condizione comporta un aumento progressivo del tessuto adiposo, che appare particolarmente fibrotico. Tutto questo è accompagnato da dolore, edema, pesantezza degli arti e un'infiammazione a livello sistemico.

Altro fattore che influenza tale condizione è l'assetto ormonale, con eventuali peggioramenti durante specifiche fasi della vita, come la pubertà, la gravidanza e la menopausa.

Non si tratta di una "semplice" condizione di sovrappeso od obesità: dieta e allenamento mirati possono comportare notevoli miglioramenti, ma non eliminano del tutto il tessuto lipedematoso.

In Italia, pur essendoci numerose diagnosi, non è ancora riconosciuta come patologia ufficiale.

Diagnosi e trattamento

Ma chi si occupa della diagnosi? Prettamente l'angiologo, ma anche il linfologo e chirurghi che conoscano bene la patologia.

Per quanto riguarda il trattamento, al momento non è possibile una risoluzione definitiva, per cui è necessario intervenire con un trattamento di tipo conservativo.

Si può ricorrere, per esempio, a una terapia compressiva (leggings, calze, bende), al linfodrenaggio manuale (eseguito da un fisioterapista esperto), all'attività fisica con esercizi e modalità specifiche per il lipedema, al controllo del peso e supporto nutrizionale, quest'ultimo utile anche per la gestione dell'infiammazione.

Ovviamente sempre in base ai consigli ricevuti dal medico in fase di diagnosi, anche perché il trattamento è strettamente legato alle caratteristiche e alle esigenze di ogni persona.

Purtroppo non esistono ancora degli studi che dimostrino l'efficacia definitiva dell'intervento chirurgico.

Lipedema e pavimento pelvico

A novembre si è svolto a Roma il Congresso Mondiale sul Lipedema e sono stati mostrati i risultati di diversi studi. In primis è stato osservato come questa patologia possa influire sul pavimento pelvico, vale a dire su quell'insieme di muscoli, tessuti connettivi e legamenti che ha il compito di sostenere gli organi pelvici.

Da una parte l'accumulo di grasso, collegato quindi a un aumento della pressione esercitata su queste strutture, può sovraccaricare il pavimento pelvico, aumentando di conseguenza le possibilità di insorgenza di prolassi, cedimenti dei muscoli e incontinenza.

Dall'altra c'è il coinvolgimento della postura, alterata sia dal peso sia dal dolore, intaccando dunque il pavimento pelvico.

A tutto questo si aggiunge il ruolo svolto dall'infiammazione, che intacca i tessuti molli, esacerbata dall'aumento dei livelli di sensibilità, ponendo il pavimento pelvico in una condizione tale da poter sviluppare delle disfunzioni, anche sessuali.

Lipedema e benessere mentale

Vivere con una patologia che comporta dolore costante, difficoltà a livello funzionale e un impatto dal punto di vista estetico può incidere sul benessere psicologico della persona.

Possono manifestarsi condizioni di ansia, depressione e dismorfismo corporeo, oppure potrebbe essere utile aiutare il paziente nella gestione della motivazione e nella definizione degli obiettivi.

In conclusione

Vivere con il lipedema può essere faticoso e talvolta frustrante, ma la diagnosi precoce e il trattamento mirato possono essere il primo passo verso il sollievo: prendersi cura del proprio corpo e del proprio benessere mentale può aiutare la persona a ritrovare un nuovo equilibrio e la fiducia in sé stessi.

A cura di

Dott.ssa Emanuela Arundine

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Dott.ssa Emanuela Arundine

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