Sindrome Premestruale o Disturbo Disforico Premestruale? Impariamo a distinguerli!
Dolori mestruali: Sindrome Premestruale o Disturbo Disforico Premestruale?
Distinzione tra PMS e PMDD
Viviamo in una società che ha aperto da poco gli occhi sul tema dei dolori mestruali, a lungo relegati nell'accettazione passiva da parte delle persone con utero.
Per uscire da questa narrazione di ineluttabilità del dolore si parla sempre di più di Sindrome Premestruale ma ancora poco del Disturbo Disforico Premestruale con un approccio olistico e sfaccettato.
La Sindrome Premestruale (PMS) e il Disturbo Disforico Premestruale (PMDD) rappresentano due disturbi premestruali caratterizzati da sintomi fisici e psicologici che si manifestano nella fase luteale del ciclo mestruale, prima dell'inizio delle mestruazioni, che hanno un impatto negativo sul funzionamento psicosociale delle persone colpite.
La PMS (K. Itriyeva et all., 2022) più comune del PMDD, colpisce il 20-40% delle persone con utero in età fertile, con sintomi comuni tra cui affaticamento, irritabilità, sbalzi d'umore, depressione, gonfiore addominale, tensione mammaria, acne, variazioni dell'appetito e desiderio di cibi specifici.
Il PMDD, che colpisce una percentuale più piccola, è caratterizzato da sintomi più gravi ed è classificato come disturbo depressivo nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-5). Sebbene la fisiopatologia di questi disturbi premestruali rimanga poco chiara, è stato ipotizzato che sia legata a una sensibilità alle fluttuazioni ormonali durante la fase luteale del ciclo mestruale.
Epidemiologia: cosa ci dicono i dati
Sebbene la prevalenza esatta della SPM e della DPPM non sia nota, si stima che fino all'80% delle persone con utero sperimenti alcuni cambiamenti fisici ed emotivi prima dell'inizio del ciclo mestruale, con il 20-40% che sperimenta un certo grado di compromissione funzionale e il 2,5-5% che subisce un impatto significativo sul funzionamento.
La prevalenza della SPM tra le persone che mestruano è stimata tra il 20 e il 30%, mentre si stima che la DPPM colpisca l'1,2-6,4% delle donne. Altri dati sulla prevalenza suggeriscono che l'80-95% sperimenti sintomi fisiologici premestruali, il 30-40% riporta la SPM e il 3-8% la PMDD.
Farmaci o cambiamento dello stile di vita?
I sintomi fisici e psicologici dei disturbi premestruali influenzano le relazioni, il funzionamento quotidiano e la qualità della vita: chi manifesta sintomi lievi può gestire il tutto con farmaci da banco, integratori, una dieta mirata e uno stile di vita sano, mentre per chi vive il disagio della sindrome premestruale grave (PMS) e del disturbo disforico premestruale (PMDD) il beneficio deriva dalla farmacoterapia con antidepressivi serotoninergici e trattamenti ormonali (pillola anticoncezionale) che sopprimono l'asse ipotalamo-ipofisi-ovarico.
Il trattamento tipico della Sindrome Premestruale grave e del PMDD richiede necessariamente una terapia farmacologica con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), pillole anticoncezionali orali (OCP), agonisti dell'ormone rilascio della gonadotropina (GnRH) e formulazioni di estrogeni non contraccettive.
La psicosomatica nei dolori mestruali
In una recentissima mini-review (Arora A. et all., 2025) l'attenzione si sposta su un quadro multidimensionale: il Disturbo Disforico Premestruale è un disturbo complesso che deve essere necessariamente osservato non solo attraverso lenti "ormonali" ma sulla sensibilizzazione dei circuiti neurali: i traumi nella prima infanzia e i traumi interpersonali possono sensibilizzarli, accentuando l'espressione dei sintomi durante i periodi sensibili agli ormoni.
La disregolazione dei circuiti neurali correlata al trauma (inclusa l'amigdala, l'insula e la corteccia prefrontale) aumenta la vulnerabilità al disagio premestruale interferendo con l'elaborazione sensoriale ed emotiva. L'aumentata elaborazione sensoriale e la consapevolezza interocettiva alterata amplificano ulteriormente la gravità dei sintomi durante la fase luteale.
Questo modello sensoriale informato sul trauma amplia le attuali comprensioni del PMDD al di là dei modelli ormonali e dell'umore, sottolineando l'importanza di valutare la storia di traumi e la reattività sensoriale nella pratica clinica. L'integrazione di questi fattori potrebbe migliorare l'accuratezza diagnostica e i risultati del trattamento.
La narrazione sul dolore da dimenticare
In conclusione, è importante chiedersi se il dolore è accettabile ascoltando il corpo e nei casi di compromissione parziale o totale delle attività quotidiane, approfondire le cause affidandosi a specialisti con un approccio integrato anche rispetto alla psicosomatica, includendo un intervento psicoterapico.
Il dolore non deve più essere normalizzato e passivamente accettato ma ascoltato e approfondito con l'aiuto di professionisti aggiornati sui vari aspetti riguardanti il fenomeno.
*A cura della* Dott.ssa Luisa Maria Oliva
Psicosessuologa | FLYPartner
Riferimenti bibliografici
Khalida Itriyeva, Premenstrual syndrome and premenstrual dysphoric disorder in adolescents, Current Problems in Pediatric and Adolescent Health Care, Volume 52, Issue 5, 2022, 101187, ISSN 1538-5442, https://doi.org/10.1016/j.cppeds.2022.101187
Arora A, Chakraborty S and Pandey R (2025) Understanding premenstrual dysphoric disorder from a psychosomatic and a sensory perspective. Front. Glob. Women's Health 6:1595083. doi: 10.3389/fgwh.2025.1595083
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Dott.ssa Luisa M. Oliva
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