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Infezioni Vaginali

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Infezioni Vaginali

Quando il corpo cerca equilibrio

Quando il corpo cerca equilibrio

L'ambiente vaginale è un ecosistema complesso e intelligente, popolato da miliardi di microrganismi, soprattutto *Lactobacillus*, che mantengono il suo pH acido e impediscono la crescita di batteri o funghi nocivi. Può bastare molto poco, però, (un antibiotico, un cambio ormonale, una notte di stress o un* nuov* partner) perché questo equilibrio si alteri.

Ed è esattamente così che nascono le infezioni vaginali: candidosi, vaginosi batterica, tricomoniasi e altre forme di squilibrio microbico che, nonostante siano molto comuni, restano avvolte in un alone di mistero e vergogna.

Molte persone, ancora oggi, esitano a parlarne anche con il/la ginecolog*, figuriamoci in contesti familiari o persino meno "privati", come se le infezioni vaginali fossero sinonimo di scarsa igiene o promiscuità. Nulla di più sbagliato! E poiché il modo migliore per sconfiggere la paura di qualcosa è imparare a conoscerla, vediamo quali sono le forme più comuni di infezioni vaginali e impariamo a riconoscerle insieme!

Le più comuni (e come riconoscerle)

🔸 Candidosi

Causata da un fungo, *Candida albicans*, presente naturalmente nella flora vaginale; quando i lattobacilli diminuiscono, la candida prolifera causando:

\- prurito intenso;\
\- bruciore;\
\- perdite bianche, dense, "a ricotta";\
\- dolore durante i rapporti o la minzione.

Non è raro che compaia dopo una terapia antibiotica, nei giorni prima delle mestruazioni o nei periodi di forte stress.

🔸 Vaginosi

Uno squilibrio del microbiota, con riduzione dei lattobacilli e proliferazione di batteri quali la *Gardnerella vaginalis*. Tra i principali sintomi:

\- perdite grigie o biancastre;\
\- odore forte, simile al "pesce";\
\- leggero bruciore o prurito.

Non si tratta di un'infezione sessualmente trasmessa, ma può aumentare il rischio di contrarre altre infezioni se trascurata.

🔸 Tricomoniasi

Causata da *Trichomonas vaginalis*, un protozoo trasmissibile sessualmente. Può provocare:

\- prurito e bruciore;\
\- perdite giallo-verdi;\
\- spesso accompagnate da irritazione vulvare.

Richiede terapia antibiotica e trattamento anche per il/la partner.

Diagnosi: l'importanza di non improvvisare

Alla comparsa dei primi sintomi molte persone corrono in farmacia alla ricerca di un rimedio immediato. È comprensibile: si tratta di sintomi fastidiosi, che spesso interferiscono con il lavoro, il sonno o la vita sessuale. Allo stesso tempo non tutte le infezioni vaginali sono uguali e quindi non si curano allo stesso modo!

Candida, vaginosi batterica e tricomoniasi, per esempio, possono avere sintomi simili ma origini completamente diverse (fungina, batterica o parassitaria). Un trattamento errato potrebbe alterare ulteriormente la flora vaginale e arrivare a rendere l'infezione cronica o recidivante. Per questo è fondamentale rivolgersi a un* professionista. La diagnosi si basa su diversi passaggi:

- Anamnesi dettagliata: raccolta di informazioni sui sintomi, la loro comparsa, eventuali farmaci assunti, contraccettivi utilizzati, relazioni sessuali recenti, stress, alimentazione o cambiamenti ormonali.

- Esame obiettivo e osservazione delle secrezioni vaginali: colore, consistenza, odore e quantità sono indizi importanti.

- Esame del pH vaginale: il valore ideale è tra 3.8 e 4.5: un pH più alto può indicare vaginosi o tricomoniasi, uno più basso un'infezione da candida.

- Tamponi vaginali o cervicali: servono per identificare il microrganismo specifico (batterio, fungo, parassita) e scegliere la terapia più efficace.

- Eventuali test di laboratorio o colturali: nei casi recidivanti o resistenti ai trattamenti standard.

Solo dopo queste valutazioni si potrà stabilire se servono antibiotici, antifungini, probiotici o un approccio combinato.

👉 Consiglio Fly.Me: Annota sul tuo calendario i momenti in cui noti irritazione, prurito o cambiamenti nelle perdite. Se i sintomi si ripetono in una specifica fase del ciclo, potrebbe esserci una correlazione ormonale da esplorare!

Perché tornano sempre? Le cause nascoste

Le infezioni vaginali ricorrenti non sono "colpa" di nessuno. Semplicemente si tratta di infezioni che potrebbero ripresentarsi ciclicamente in quanto essere legate a:

\- squilibri ormonali;\
\- alimentazione;\
\- stress cronico;\
\- uso eccessivo di detergenti intimi aggressivi;\
\- utilizzo prolungato di indumenti sintetici o troppo stretti;\
\- rapporti non protetti.

Il corpo non "sbaglia": cerca solo di segnalare che qualcosa nel nostro ecosistema non sta funzionando come dovrebbe.

Come prendersi cura del microbiota vaginale

1. Scegli un detergente delicato, con pH acido (3.5–4.5) e senza profumi.

2. Evita lavande vaginali: alterano la flora naturale.

3. Prediligi biancheria in cotone e cambiala spesso.

4. Segui un'alimentazione bilanciata, con probiotici (yogurt, kefir, fermenti lattici).

5. Durante le mestruazioni, cambia spesso assorbente o coppetta.

*Consulta sempre un professionista* in caso di recidiva.

Infezioni vaginali e ciclo mestruale

Le fluttuazioni ormonali influenzano profondamente l'ambiente vaginale. Durante la fase follicolare e l'ovulazione, per esempio, gli estrogeni favoriscono la crescita dei lattobacilli, rendendo la vagina più protetta, mentre nella fase luteale il progesterone aumenta il pH vaginale, rendendolo più alcalino, condizione ideale per la proliferazione di batteri o funghi. Ecco perché alcune persone notano recidive premestruali, in realtà collegate al ciclo ormonale.

Conclusione

Le infezioni vaginali sono un dato di salute fondamentale! Trattarle come segnale significa trasformare la vergogna in informazione e l'imbarazzo in cura.

Se senti prurito, bruciore o noti cambiamenti nelle perdite, prendi appunti: chiediti come sono cambiate le secrezioni, quando sono iniziati i sintomi, se sono legati al ciclo o a terapie recenti, e se il/la partner ha sintomi e porta questi dati al tuo/alla tua professi

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